Dal sito fidal.it:

4×400 donne (batterie) – C’è l’Italia nella terza ed ultima batteria. Il compito delle azzurre – al via con Giamaica e Gran Bretagna – non è dei più semplici: passano in finale i primi due quartetti al traguardo di ciascuna batteria oppure bisogna confidare in uno dei due tempi di recupero. La frazione numero uno è affidata ad una determinata Chiara Bazzoni. La velocista dell’Esercito cambia per terza (52″5) dietro la Giamaica e la Gran Bretagna dell’olimpionica Ohuruogu. E’ la volta della forestale Maria Enrica Spacca che riesce a tenere la terza posizione per quasi 300 metri, finchè non viene sopravanzata dall’irlandese Cuddihy. Davanti, intanto, la Giamaica conquista sempre più margine, mentre la Gran Bretagna sembra ancora raggiungibile. La terza frazione azzurra è in mano alla primatista nazionale Libania Grenot. L’italo-cubana delle Fiamme Gialle che nel rettilineo finale è brava a rimontare sull’irlandese Bergin e consegnare il testimone per terza (51″) a Marta Milani. La bergamasca dell’Esercito, fresca del primato personale (51.86) ottenuto in semifinale, deve lottare solo contro il cronometro e resistere all’attacco dell’irlandese Carey che, però, si scrolla di dosso nella rettilineo d’arrivo. Giamaica e Gran Bretagna sono irraggungibili, tagliano il traguardo rispettivamente in 3:22.01 e 3:23.05. Terza è proprio l’Italia, 3:26.48. Purtroppo non è abbastanza per la finale, da cui le azzurre sono le prime escluse per appena 47 centesimi, 77 in più del loro record italiano di Barcellona. “Peccato – esordisce la Bazzoni – essere le prime delle escluse per 47 centesimi. La nostra esperienza finisce qui. Siamo diventate un bel gruppo affiatato e questa Mondiale ci servirà senz’altro per far meglio l’anno prossimo”.”Siamo tutte abbastanza tristi – prosegue la Spacca – volevamo arrivare a tutti i costi e ci è mancato davvero poco” “Vengo da un anno molto difficile – commenta la Grenot – ma ero qui per onorare la maglia azzurra e dare il massimo insieme alle mie compagne di squadra. Alla prossima”. “Purtroppo – conclude la Milani – si era creato un buco troppo ampio tra noi e le inglesi. E’ fondamentale avere un riferimento davanti per recuperare il più possibile. Noi comunque abbiamo fatto la nostra parte, ma le altre sono state più brave. La promessa è quella di essere in azzurro all’Olimpiade e non andare lì solo per partecipare. Non bisogna mai accontentarsi! Un grosso grazie anche alle due riserve Elena Bonfanti e Manuela Gentili”. Il crono più veloce delle batterie è stato il 3:20.94 (migliore prestazione mondiale 2011) realizzato dal quartetto della Russia (Vdovina-Zadorina-Litvinova-Krivoshapka).

A seguire video della gare e le interviste alla staffetta:

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